Lug
14
Una pubblicità che ha fatto molto discutere in Israele, ma…
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Una pubblicità di un gestore di telefonia israeliano che ha fatto molto discutere, come dice il mio amico libanese Antoine A.Dahdah, ma nella mail dove mi segnala il video tratto di Youtube che riporto sotto, sostiene:
“Ciao Mario, ti segnalo una pubblicità di un gestore di telefonia che ha fatto molto discutere in Israele. Giustamente i palestinesi la ritengono offensiva in quanto si usa il simbolo della loro sofferenza per fare pubblicità! Io, invece, con una certa speranza, la vedo simpatica e di buon auspicio in un futuro dove si potranno fare diverse partite tra le parti senza il muro della vergogna. Inshallah! Antoine”
Lug
11
Terre in moto
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“Terre in moto” è un film documentario del 2006 realizzato da Michele Citoni, Angela Landini e Ettore Siniscalchi sul terremoto che colpì l’Irpinia nel 1980, provocando la morte di migliaia di persone e lasciandone 300.000 senza tettto. “La protezione civile non eisteva, ma volontari e molte amministrazioni da ogni parte d’Italia si mossero per portare i soccorsi. Venticinque anni dopo, i volontari tornano nei paesi ricostruiti. Da qui parte un viaggio nella memoria dell’Alto/Medio Sele e del Tanagro, tra le province di Salerno e Avellino (…). La ricostruzione, non ancora terminata, ha cambiato il volto di questi luoghi (…)”. Questo un brano tratto dall’abstract del film, mentre qui potrete leggere un press book completo sul film e gli autori.
Gli amici dell’associazione CIC, Centro Iniziative Culturali, del Comune di Capistrello (AQ), hanno organizzato per il prossimo 19 luglio alle ore 21.30, la proiezione di questo film in una piazza del centro storico del paese, alla quale saranno presenti due degli autori, Michele Citoni e Ettore Siniscalchi, che cureranno l’introduzione ai temi affrontati nel film. Mi sembra importante segnalare l’evento, proprio perchè si svolgerà in Abruzzo dove i temi della ricostruzione e tutto ciò che ne consegue, sono all’ordine del giorno
Lug
6
Orfana e claudicante…dall’ethos civile alle ronde dolci
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Da un articolo del Corriere della sera del 4 luglio scorso, apprendo una notizia a me nota solo in parte, ossia di una legge regionale del 2003, con la quale l’Emilia Romagna ha conferito ad associazioni civiche di volontari, la funzione di “presidio” sul territorio: davanti le scuole, nei parchi, perfino nei cimiteri. Tengono a precisare i fautori, che le “squadre” di cittadini - o “ronde dolci”, come qualcuno le ha definite - nulla hanno a che vedere con le “ronde” di stampo leghista. Non ronde per la “sicurezza” dunque, si tratterebbe semmai di un approccio “culturale” ai problemi che riguarda il decoro urbano, per portare, oltretutto, “coesione sociale” (?). Quello che invece io ricordavo, erano le dichiarazioni di Sergio Cofferati, quando nella sua veste di sindaco di Bologna ebbe a dire che “i cittadini possono dare un contributo al presidio del territorio” e auspicava ciò proprio in funzione della “sicurezza”. In modo esplicito, senza mezzi termini, quasi a fare da pendant ad una cosa che, nei fatti, poteva assomigliare molto alle famigerate “ronde”. E giustamente, la frase è ricordata da Paolo Foschi nel suo pezzo. L’articolo del Corriere, cita anche altre esperienze significative di enti locali dove governa (o ha governato fino a poco tempo fa) il centro sinistra. Ma vorrei soffermarmi brevemente sul caso Emilia Romagna, perchè lo trovo eloquente se riferito al declino complessivo di un intero modello sociale, come quello emiliano appunto. Però non solo, in quanto paradigmatico di un atteggiamento che troviamo anche altrove.