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La speranza contro le alchimie…e i giochi del sottobosco
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Eppure doveva risultare chiaro già nel 2005 al Partito Democratico, quando Nicki Vendola vinse le primarie contro lo stesso sfidante di ieri, Francesco Boccia. Doveva essere chiaro e cristallino, che il vero “laboratorio” in Puglia al quale fare riferimento è semmai un altro: quello che Vendola ha praticato nell’esperienza concreta di governo della regione, attraverso obiettivi chiari, tra cui la difesa del valore pubblico dell’acqua, il no al nucleare e il rilancio di un’economia “compatibile” legata alle risorse locali e a progetti finanziati dall’Unione Europea, solo per citare i principali. Ma una parte dell’attuale gruppo dirigente del PD, quello che è risultato maggioritario alle primarie per l’elezione del segretario nazionale, con il vincente che andava ripetendo durante la sua campagna elettorale, quasi come una litania, di non voler rinunciare a dichiararsi ancora “di sinistra”. Quelli, che sempre nel corso della campagna elettorale per le primarie, hanno tappezzato i muri delle città inneggiando ad un Partito Democratico “laico, popolare e di sinistra”. Gli stessi , insomma, che non hanno fatto nulla per far vincere Soru in Sardegna, perchè in ben altre faccende trasversali affaccendati (v. il post Morte a Venezia del 4 marzo 2009). Allora, occorre ricordare pure questa volta, che dietro l’apparente miopia dei trafficanti di alleanze e sudditanze, c’erano a monte interessi ben precisi, non palesati e mal camuffati, con la scusa dell’allargamento “al centro” dell’alleanza di centro sinistra.