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La speranza contro le alchimie…e i giochi del sottobosco
Archiviato in beni pubblici, classi dirigenti, democrazia, risorse idriche
Eppure doveva risultare chiaro già nel 2005 al Partito Democratico, quando Nicki Vendola vinse le primarie contro lo stesso sfidante di ieri, Francesco Boccia. Doveva essere chiaro e cristallino, che il vero “laboratorio” in Puglia al quale fare riferimento è semmai un altro: quello che Vendola ha praticato nell’esperienza concreta di governo della regione, attraverso obiettivi chiari, tra cui la difesa del valore pubblico dell’acqua, il no al nucleare e il rilancio di un’economia “compatibile” legata alle risorse locali e a progetti finanziati dall’Unione Europea, solo per citare i principali. Ma una parte dell’attuale gruppo dirigente del PD, quello che è risultato maggioritario alle primarie per l’elezione del segretario nazionale, con il vincente che andava ripetendo durante la sua campagna elettorale, quasi come una litania, di non voler rinunciare a dichiararsi ancora “di sinistra”. Quelli, che sempre nel corso della campagna elettorale per le primarie, hanno tappezzato i muri delle città inneggiando ad un Partito Democratico “laico, popolare e di sinistra”. Gli stessi , insomma, che non hanno fatto nulla per far vincere Soru in Sardegna, perchè in ben altre faccende trasversali affaccendati (v. il post Morte a Venezia del 4 marzo 2009). Allora, occorre ricordare pure questa volta, che dietro l’apparente miopia dei trafficanti di alleanze e sudditanze, c’erano a monte interessi ben precisi, non palesati e mal camuffati, con la scusa dell’allargamento “al centro” dell’alleanza di centro sinistra.
Gli interessi intorno all’acquedotto pugliese, “l’oro blu della Puglia” come è stato definito, nascono 13 anni fa, quando l’allora ministro dei Lavori Pubblici Antonio Di Pietro redige la prima bozza del decreto per la privatizzazione dell’acquedotto pugliese (e l’IDV dovrebbe essere oggi più cauta prima di sposare alcune cause per la difesa dell’acqua pubblica), passando per la successiva trasformazione nel 1999, da parte del governo presieduto da Massimo D’Alema, dell’Ente Autonomo Acquedotto Pugliese in Acquedotto Pugliese S.p.A. Sarà poi l’involontario eroe socialista Raffaele Fitto, presidente della regione Puglia, nel tentativo di incrementare la posizione della regione nel futuro asset della S.p.A., a far naufragare l’unica possibilità di privatizazione dell’acquedotto. Non è il caso di dilungarsi sulle altre vicende alterne che hanno visto sfilare protagonisti vari intorno alla questione emblematica dell’acquedotto pugliese - i tentativi del 2001 con la maxi cordata tra la municipalizzata Acea di Roma, il futuro anello di congiunzione tra PD e PDL Roberto Colaninno e Caltagirone -, è invece utile comprendere che il “lettiano” Francesco Boccia, è stato di nuovo messo alla graticola come portavoce e megafono degli interessi, indubbiamente non suoi personali, legati al progetto di privatizzazione targato D’Alema, che ancora vede in campo Colaninno, Caltagirone, l’Acea (ora di Alemanno) e Mediobanca di Geronzi. Ma non solo. C’è anche un altro aspetto centrale nella attuale vicenda pugliese, ovviamente non esplicitato da Massimo D’Alema e dai suoi accoliti, che riguarda l’indagine della Direzione Distrettuale Antimafia barese capitanata dal PM Di Geronimo del luglio scorso, sullo scandalo della sanità regionale. Si ricorderà, che quasi all’inizio di quell’inchiesta, Nicki Vendola ritirò la delega a ben 5 assessori regionali, di cui 3 dalemiani. Uno schiaffo al leader-massimo, che non passerà inosservato. E infatti, comincia proprio da lì una guerra a Vendola senza esclusione di colpi. Guerra, dietro la quale c’è il tentativo di ridisegnare i nuovi equilibri economici e finanziari a partire dai governi locali, con epicentro Roma. Non è sfuggito nemmeno all’attento Massimo Giannini su La Repubblica del 12 maggio 2009, nel suo articolo Quel patto della crostata in casa Acea. Dunque, forse sarà opportuno che qualcuno nel gruppo dirigente del PD, magari tra i più avveduti, cominci a chiedersi fino a quando si potrà continuare a spacciare interessi convergenti per “strategie politiche” - oltretutto perdenti alla prova dei fatti - definite perfino “innovative”, come ha avuto il coraggio di classificarle Massimo D’Alema qualche sera fa, intervistato da Fabio Fazio nel corso della sua trasmissione televisiva.
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3 commenti a “La speranza contro le alchimie…e i giochi del sottobosco”
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La strumentalità della motivazione “Boccia serve per alargare la coalizione all’UDC” è resa ulteriormente palese dal fatto che non molte settimane fa Casini – dopo un ennesimo attacco di Berlusconi alla costituzione – aveva proposto di fare un’alleanza di tutti (PD, IdV, UdC e quant’altri) contro Berlusconi, e a tale proposta D’Alema non ha nemmeno risposto e il giorno dopo ha proposto di fare le riforme insieme a Berlusconi.
L’alleanza proposta da Casini aveva almeno uno scopo nobile e condivisibile, quella su cui (per l’ennesiva volta) si voleva portare l’Italia di centro-sinistra verso la sconfitta, aveva con tutta probabilità lo scopo ben evidenziato in questo post.
Quoto semplicemente un “appello” ricevuto che sinteticamente chiarisce forse l’asse Acquedotto Puglia/Vendola/Regione, che dire è sempre la stessa storia questi “Politici” non si accontentano mai e vogliono pure fare la figura dei “Puri” peccato che non siamo in piena Rivoluzione Francese:
“Se Vendola avesse in Puglia l’appoggio del PD vincerebbe a mani basse. D’Alema prosegue la demolizione del suo partito di cui Bersani è solo il portavoce. In gioco nelle elezioni della Regione Puglia c’è la privatizzazione dell’acquedotto pugliese, il resto è fumo negli occhi dei cittadini
“Le fonti sono sotto gli occhi di tutti. La scelta del Governatore della Puglia alle prossime elezioni è conseguenza della privatizzazione dell’acquedotto pugliese. In prima fila c’e’ il gruppo Caltagirone (ergo Casini UDC) per rilevare la concessione sulla gestione del più grande acquedotto d’Europa. Vendola, il Governatore uscente, ha dichiarato che non privatizzerà una struttura pubblica costruita con il sangue e i soldi dei cittadini italiani e pugliesi! Allora D’Alema ha cominciato la sua manovra politica per cercare di accaparrarsi l’acquedotto con un governatore (BOCCIA) “economista” del PD che farà alleanza con l’UDC, ossia Casini, ossia Caltagirone, che avrà la gestione della più grande infrastruttura pugliese. Questo significa gestire soldi dei cittadini, posti di lavoro, ergo voti! Vendola si trova a non essere candidato in pectore perché vuole salvare la più grande infrastruttura pugliese oggi esistente.! Aiutateci!”. Antonio L.”
Da enza
Nichi Vendola è il nostro Obama.
Agire di conseguenza al più presto.
Il PD sappia fare il Team Manger dell’alleanza includendo IDV e Grillo, tra gli altri.
L’apertura all’UDC può essere nella migliore delle ipotesi parziale e tattica. La strategia dell’UDC è con la destra nei fatti.
La strategia del PD è rivolta a sinistra (Prodi, De Gasperi, La Pira, Paolo IV, la resistenza cattolica. …. per quanto mi riguarda)
http://www.losio.com/pace.htm