Annunciata ormai da diversi  giorni in rete la massiccia protesta contro i due disegni di legge al vaglio negli Stati Uniti, lo “Stop Online Piracy Act (SOPA)” e il “Protect IP Act (PIPA)”, entrambi, sia per una miriade di associazioni, social network,  internet provider, organizzazioni internazionali e migliaia di “cittadini elettronici” sparsi nel mondo, nonchè secondo l’autorevole opinione espressa da parte di esperti in comunicazione telematica e  giuristi, andrebbero di fatto a ledere alcuni diritti fondamentali sulla rete con conseguenti restrizioni della libertà di espressione. Oltretutto, attraverso un meccanismo che assimilerebbe i paesi occidentali  a quei regimi auroritari come la Cina, la Siria, l’Iran, che adoperano sistemi di controllo e di censura sull’Internet. E la questione, tra l’altro, eventualmente non riguarderebbe solo gli Stati Uniti, ma avrebbe  inevitabili riflessi in Europa e nel resto del mondo intero, perlomeno in quello “connesso”. Ci riguarda da vicino dunque e questo blog nel suo piccolo, vuole dare un contributo intanto attraverso la pubblicazione di un articolo della community  “Global Voices Online” il quale, molto efficacemente, riassume sia le motivazioni della forte opposizione ai due provvedimenti legislativi all’esame negli Stati Uniti, che le risorse principali dove poter attingere informazioni sull’argomento.

No al SOPA/PIPA per tutelare l’internet aperta e condivisa

La community di Global Voices Online fa parte di internet. È il nostro apporto individuale a stimolare quella conversazione globale varia e articolata che avviene quotidianamente nell’intero circuito di Global Voices Online. Ma ciò è possibile solo per la struttura aperta della Rete a livello tecnico e legale. Purtroppo alcune potenti corporation e forze istituzionali preferirebbero restringere questa apertura e accessibilità del web. Cercano perciò di imporre la censura e la sorveglianza con la scusa di voler tutelare il diritto d’autore, ricorrendo così agli stessi strumenti utilizzati dai regimi autoritari per censurarare internet, tra cui Cina, Iran e Siria.
LA protesta

Ignorando l’avviso di molti cittadini ed esperti di tecnologia, i legislatori statunitensi hanno allo studio due disegni di legge — lo Stop Online Piracy Act (SOPA) [it] e il Protect IP Act (PIPA) [it] — che rappresentano una pericolosa minaccia all’apertura del web in tutto il mondo. In risposta a questi tentativi, la community di Global Voices Online ha deciso di unirsi a siti quali Wikipedia [it], Reddit [en], BoingBoing [en] e tantissimi altri in una iniziativa di “auto-oscuramento” che oggi, mercoledì 18 gennaio 2012, interesserà l’intero sito di Global Voices Advocacy [en], mentre un banner e altre informazioni compariranno sui siti localizzati di Global Voices Online, incluso questo in Italiano.

 La comunità internazionale di Global Voices Online conta su oltre 500 volontari impegnati ad amplificare i citizen e social media di ogni parte del mondo. Nei nostri sette anni di vita, abbiamo prodotto oltre 75.000 post (solo nella versione inglese) che rilanciano i contenuti prodotti dai netizen, oltre ad averli tradotti in oltre 20 lingue diverse. L’accesso e la condivisione di tutti i nostri materiali sono liberi e gratuiti. Per portare avanti questo progetto, ci affidiamo interamente all’apertura di internet e sui vari siti sociali che consentono l’immediata pubblicazione e condivisione dei materiali prodotti dagli stessi cittadini. Piattaforme quali WordPress, Wikipedia, Twitter, YouTube, Flickr, Reddit, Tumblr e tanti altri spazi online sono le fonti principali su cui basiamo gran parte del nostro lavoro quotidiano.

L’eventuale passaggio del SOPA e del PIPA al Parlamento statunitenese imporrebbe a queste piattaforme sociali e ad altri siti web che ospitano contenuti prodotti dagli utenti di monitorare e censurare in maniera precisa i propri utenti onde impedire loro di pubblicare materiale che potrebbe violare il diritto d’autore. Ciò porterebbe all’incremento delle spese per la gestione e la partecipazione online, ai danni degli utenti di tutto il mondo, e potrebbe portare alla chiusura di parecchi progetti legati ai social media, particolarmente di quelli più piccoli.

Il nostro timore è che queste norme finiscano per danneggiare in modo irreparabile l’impegno degli attivisti digitali che vivono sotto regimi repressivi in varie regioni del mondo. È vero che negli Stati Uniti e in altri Paesi a volte le attuali norme sul diritto d’autore vengono infrante, e di fatto ciò può portare a restrizioni della libertà d’espressione. Ma in quei Paesi dove sil sistema giudiziario offre minori garanzie e indipendenza, è facile e frequente ricorrere alle leggi sul copyright per reprimere ogni forma di dissenso.

In molti Paesi i collaboratori di Global Voices Online devono far fronte a pratiche governative basate sulla sorveglianza e sulla censura. Diversi di loro sono in carcere o in esilio a causa delle loro attività online. L’approvazione di queste normative darebbe un messaggio preciso: il governo statunitense ritiene accettabili il controllo e la censura ai danni dei cittadini allo scopo di identificare quelle “attività illegali” che troppo spesso vengono equiparate al dissenso politco e religioso. Il passaggio del SOPA e del PIPA offrirebbe inoltre alle autortà USA un potere sporporzionato nel determinare il futuro di internet. Ciò comporterebbe maggiori pericoli per i blogger e gli attivisti di certi Paesi, oltre alla riduzione della libertà d’espressione per tutti gli utenti online.

Pur nel caso che l’attuale versione del SOPA dovesse essere temporaneamente sospesa [en] alla Camera USA, la versione in discussione al Senato, il PIPA, continua l’iter legislativo. E le questioni sul tappeto [en] restano comunque in ballo. Questi sono i motivi per cui la community di Global Voices Online si unisce alla protesta internazionale del 18 gennaio 2012 a tutela di un’internet aperta e condivisa.

Per ulteriori dettagli, c’è la pagina su Wikipedia [it], il sito di coordinamento USA [en], l’hashtag SOPA su Twitter [en].

Fonte: Global Voices 

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