
Nella giornata mondiale della terra 2012, mi torna alla mente un post breve letto di sfuggita diverso tempo fa sul blog delle “donne che corrono coi lupi” che sposava la teoria di una terra intelligente e cosciente…teoria scientifica molto discussa e controversa sulle capacità “omeostatiche” del pianeta, ovviamente antitetica a quella darwiniana. E allora, inevitabilmente, il pensiero va a chi per la prima volta in modo organico nel 1979 ha messo nero su bianco questa contestata teoria: Jim Lovelock con il suo libro “Gaia. Nuove idee sull’ecologia”, edito per la prima volta in Italia nel 1981 dai Bollati Boringhieri. Al di là di aspetti non proprio condivisibili, il libro conteneva comunque proiezioni sul futuro per certi versi profetiche e confermate nell’epoca che viviamo.Visioni su questioni diverse, che vanno però ad intrecciarsi con altre, altrettanto profetiche ed elaborate tra gl’anni ‘60 e ‘70 da Marshall McLuhan.
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Chiunque sia stato impegnato in prima persona, dal dopo Chernobyl in poi (ma il movimento antinucleare si faceva sentire già dalla metà degl’anni ‘70 in Italia), o almeno si sia limitato a seguire come spettatore i molti dibattiti televisivi che si susseguirono durante quel periodo, non potrà non ricordare il livello degl’ospiti, da una parte e dall’altra, che venivano invitati a quelle trasmissioni in contraddittorio sul tema dell’energia nucleare. Ma non solo in relazione a questo aspetto, perchè la qualità elevata era determinata da un confronto a tutto campo sulle politiche energetiche, il riferimento ufficiale era il Piano Energetico Nazionale con le sue analisi “pompate” dei fabbisogni energetici per esempio e già lì venivano contrapposte altre cifre, dati alla mano, con veri e propri piani energetici alternativi, presentati sotto forma di proposta di legge anche in parlamento.
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A proposito di costruzioni pericolose e “fuori norma” in zone sismiche, un esempio particolarmente eloquente, che in questo caso unisce il danno ambientale dell’obrobrio architettonico, alla mancanza di qualsiasi criterio di adeguamento alla normativa per la realizzazione di un complesso edilizio in zona sismica, viene sempre dalla provincia de l’Aquila. Precisamente da Corcumello, un borgo medievale della Marsica, frazione del Comune di Capistrello. L’idea nefasta, nasce purtroppo nel contesto serio e necessario del Programma quadriennale di Edilizia Residenziale Pubblica, che la Regione Abruzzo aveva votato nel luglio del 1996, individuando nella delibera i “soggetti attuatori” e, tra questi, il Comune di Capistrello.
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