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23
Gli obsoleti
Archiviato in avanguardie, crisi, impegno civile | Leave a Comment

Non condivido alcune considerazioni che Goffredo Fofi scrive in questo articolo che propongo del numero di febbraio de “Lo Straniero”, la rivista mensile da lui diretta. O almeno, non mi sento di sottoscriverne certi toni: non ho mai amato generalizzazioni e accozzaglie che rischiano di semplificare all’eccesso, riducendo la complessità del reale che ci sta di fronte e perciò la nostra capacità di comprensione. E oltretutto, quando in conclusione auspica “la responsabilità che grava da sempre sulle minoranze più coscienti”, se questo può essere storicamente vero, io credo che oggi non sia più sufficiente per provare a ricostruire un tessuto civile fortemente disgregato. Malgrado ciò, ritengo che il nocciolo duro del suo ragionamento abbia un fondamento. Laddove coglie l’incapacità di costruire davvero il nuovo, lontano da facili quanto consunti approcci “nuovisti”, per il peso ingombrante rappresentato da quelli che ormai da tempo appaiono come dei sepolcri imbiancati, ma anche per una generazione - soprattutto quella “tq” - schiacciata dalla propria prosopopea che rincorre unicamente vecchi modelli nella convinzione che siano invece moderne novità.
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