
Che la vittoria netta, sia pure ancora parziale, di Giuliano Pisapia possa rappresentare un segno di svolta profonda per Milano e una possibile inversione di tendenza per il resto dell’Italia, mi sembra fuori discussione. E anche volendo solo restare nello specifico della città dove Pisapia si è candidato sindaco, ripensando alla “Milano da bere” del nepotismo craxiano, fino ai nostri tempi dell’Olgettina e della vistosa presenza della ‘ndrangheta negli appalti e nella pubblica amministrazione, questa affermazione assume un forte valore simbolico e sostanziale per la svolta decisa che mi auguro sarà in grado di incarnare. In barba ai suoi detrattori, che invece hanno preferito voltare lo sguardo e parlare strumentalmente di un “degrado”, a loro dire, dovuto ai “centri sociali”…vabbè, ad ognuno va riconosciuto anche il diritto alla più becera cecità!
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Ha ragione Curzio Maltese in un’editoriale su La Repubblica di oggi, su quello che vorrebbe essere un coup de théatre in grado di risollevare le sorti dell’amministrazione capitolina. Ma il sindaco Alemanno che è stato per tre anni un Marziano a Roma, come giustamente scrive Maltese, ai suoi esordi non era animato nemmeno dallo spirito innovativo che alla sua apparizione in città aveva il Marziano di Flaiano…Altre volte mi è capitato su questo blog, ma in questo caso soprattutto, non posso non fare da “ponte” ad un’articolo altrui. Non fosse altro per la gaffe di cui si è ricoperto il sindaco immaginario nel brano tratto dal “Diario notturno”, riportato nella spalla destra di questa home page, che sembra ben poca cosa di fronte all’incompetenza che governa la “città eterna”. Di seguito riporto per intero l’articolo.
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