Apr
6
L’Aquila quel giorno e l’indignazione dei terremotati
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Il 14 dicembre del 2011 venne presentato in Piazza del Duomo a l’Aquila il volume di Antonio Gasbarrini L’epopea aquilana del popolo delle carriole. All’avanguardia dell’indignazione hesseliana, Angelus Novus Edizioni. Nel corso della presentazione, fu proiettata la trilogia Mi fa male (nel DVD allegato al libro), diretto da Luca Cococcetta e interpretato da Manuele Morgese. Ho un ricordo ancora intenso di quella giornata vissuta a l’Aquila, la percezione netta della rabbia che mi circondava nella piazza, ma anche la determinazione che da questa nasceva per reagire e autoorganizzarsi: il popolo delle carriole è stato e resta l’esempio più significativo di quella capacità dimostrata dai cittadini aquilani. Ma ricordo anche l’emozione provata quando fu letta la poesia che apre il volume, scritta da Carmine Mancini, uno dei giovani nove martiri aquilani fucilati dai nazisti alle Casermette dell’Aquila nel settembre del 1943. A seguire riporto il testo della poesia, che è stata tradotta in francese quale omaggio a Stéphane Hessel, l’autore di Indignez-vous! e il trailer del docufilm di Luca Cococetta.
Feb
24
Uno spunto per tornare sui fatti di Genova
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Tornare a riflettere sui tragici fatti avvenuti a Genova nel luglio 2001, in occasione del G8, non è un esercizio retorico o, peggio, strumentale. Non sono stato un protagonista diretto, ma sicuramente indiretto, delle cariche indiscriminate da parte delle forze di polizia, delle manganellate, ustioni, umiliazioni, vessazioni e minacce, subite da manifestanti inermi. Perchè, prima delle cronache che ho ritenuto attendibili, quei fatti mi sono stati raccontati personalmente dai pacifici partecipanti a quella manifestazione. A cominciare dai miei amici di Legambiente che erano presenti, da altri conoscenti che avevano sul loro corpo i segni indelebili dei pestaggi ricevuti, nonchè per aver visto la grave frattura mandibolare riportata da una mia cara cugina, con pesanti conseguenze visibili fino a poco tempo fa. E poi, il segno più tragico, con la morte di Carlo Giuliani e la beffa, nel 2003, del procedimento archiviato dal Gip Elena Daloiso nei confronti dell’indagato per omicidio, il carabiniere Mario Placanica, per “uso legittimo delle armi” oltre che per “legittima difesa”. Su queste risultanze, per chi non ne fosse a conoscenza, invito a leggersi la ricostruzione del Comitato Piazza Carlo Giuliani.
Ott
6
Leopoldo Elia sul lodo Alfano
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In attesa del pronunciamento da parte della Corte Costituzionale sul c.d. lodo Alfano, riporto la sintesi della audizione informale del costituzionalista, ex presidente della Consulta, Leopoldo Elia, avvenuta pochi mesi prima del suo decesso, presso le commissioni riunite - Affari costituzionali e Giustizia - del Senato, il 16 luglio 2008. Spunti utili di riflessione, dell’autorevole giurista scomparso, sul provvedimento che congela i processi per le prime quattro cariche dello Stato.
“Sul disegno di legge presentato dal Ministro della giustizia Alfano il 2 luglio 2008 “Disposizioni in materia di sospensione del processo penale nei confronti delle alte cariche dello Stato” (XVI Legislatura – Atti Camera n. 1442) pesano le censure di illegittimità costituzionale che indussero la Consulta, con la sentenza n. 24 del 2004, a dichiarare la incostituzionalità dell’art. 1, comma 2, della legge 20 giugno 2003, n. 140. Certo, si è cercato di rimediare ad alcuni effetti collaterali segnalati dalla Corte (ad es. in materia di tutela della parte civile, di divieto di reiterazione del beneficio) ma non era qui la sostanza delle censure rivolte all’impianto della legge adottata nel 2003. Quali erano le violazioni “dei principi fondamentali dello Stato di diritto” accertate dai giudici costituzionali? Con una formula sintetica usata nel n. 6 del considerato in diritto possiamo definirle così: “automatismo generalizzato”, scomponibile in generalità dei reati oggetto dei processi sospesi e automatismo della sospensione insuscettibile di ogni filtro o accertamento della plausibilità o ragionevolezza della tutela differenziata. In effetti, il carattere automatico o ex lege della protezione impedisce ogni verifica sul rispetto del principio di proporzionalità: e la stessa giustificazione della deroga al principio della parità di trattamento di fronte alla giurisdizione, che è all’origine della formazione dello Stato di diritto, non può essere fondata su indici obbiettivi. La rinunziabilità della sospensione su richiesta dell’imputato o del suo difensore non rimedia all’automatismo, come si afferma nella relazione ministeriale.
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