Archivi per categoria: laicità

Carla Corsetti, segretaria nazionale di Democrazia Atea, in un’intervista rilasciata ad Agorà Vox spiega le ragioni della candidatura di Margherita Hack con il loro partito e prova anche ad operare un distinguo concettuale tra “stato ateo” (a suo avviso termine più corretto per rappresentare la non ingerenza) e “stato laico” che invece, sempre a suo parere, si presterebbe terminologicamente a delle ambiguità: sostiene infatti la Corsetti che lo “Stato ateo” non equivale ad imporre l’ateismo di Stato, al pari della religione ma che lo stesso non riconosce autorità alcuna al Vaticano. A differenza dello “Stato laico”, che invece la riconosce e quindi la legittima.  Seguendo un rigore etimologico, potrebbe essere anche corrispondere al vero la tesi sostenuta dalla Corsetti, ma sappiamo come l’etimologia stretta di un termine, quello “laico” nello specifico”, se contestualizzato in modo non arbitrario, può assumere un significato tutt’altro che ambiguo e, anzi, molto più pregnante e meno ideologico del termine “ateo” se associato allo Stato.

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Dalla “pagina aperta” del quotidiano abruzzese Il Centro (21/11/2009), riporto questo articolo del sacerdote Raffaele Garofalo, sulle stesse posizioni dall’altro sacerdote, l’amico Aldo Antonelli, che il 4 novembre scorso sono state pubblicate da Micromega online

Il crocifisso nei dolori del mondo
di Raffaele Garofalo

La sentenza del tribunale di Strasburgo ripropone il dibattito sulla presenza del crocifisso nei luoghi pubblici, riaccendendo il vespaio delle polemiche e delle speculazioni. La soluzione del problema avrà luogo soltanto con una nuova normativa rispettosa dello spirito della Costituzione di uno Stato laico. Questa, infatti, in più articoli afferma che la religione non deve costituire un elemento di distinzione tra cittadini. La legge del 24 giugno 1929 (tuttora in vigore e che impone la presenza in aula del crocifisso accanto al ritratto del re) rispecchia la visione angusta di un regime desideroso di legittimazione e di una Chiesa preconciliare che rifiutava il dialogo con altre confessioni religiose. Con la stipula del Concordato il fascismo considerava la religione cattolica «fondamento e coronamento» del sistema statale, sua parte integrante. Il riconoscimento di una diversità di fede e il rispetto di altre credenze sarà una conquista dello Stato democratico e della Chiesa del Concilio.

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“Nella triste deriva in cui ci troviamo, diventa sempre più urgente lavorare per tener su la nostra attenzione e la nostra tensione di cittadini, nonché la nostra capacità critica e riflessiva, perchè non veniamo travolti dalla valanga mediatica di menzogne, volgarità e luoghi comuni che ci sovrasta”. Con queste parole, l’amico sacerdote don Aldo Antonelli, parroco di Antrosano in provincia de l’Aquila, inizia la presentazione di un ciclo di incontri che si terranno dal 6 ottobre al 4 maggio, ogni 1° martedì del mese, presso il Gazebo di Antrosano. Tra i relatori, scrittori, giornalisti, teologi di grande spessore intellettuale e morale, come Carmine Di SanteRaniero La ValleEttore MasinaAlex Zanotelli, solo per fare alcuni nomi. Un confronto a tutto campo, sui temi dello sviluppo-sottosviluppo, la laicità, la pace, il concilio, il rapporto tra la chiesa e il potere, che non possono essere considerati sola prerogativa dei credenti, bensì, a mio avviso, di sicuro interesse anche per i non credenti. Si pensi solamente alla significativa esperienza, certamente diversa, della Cattedra dei non credenti, promossa dal cardinale Carlo Maria Martini negl’anni ‘90, quando era Arcivescovo della diocesi di Milano. Almeno che, non si voglia continuare ad avere una visione angusta della laicità, come “bandiera di una fazione”, invece che più ispirata alla splendida definizione di Massimo Cacciari, quando alcuni anni fà ebbe a scrivere:  “Laico può essere il credente come il non credente. E così entrambi possono essere espressione del più vuoto dogmatismo. Laico non è colui che rifiuta, o peggio deride, il sacro, ma, letteralmente, colui che vi sta di fronte. Di fronte in ogni senso: discutendolo, interrogandolo, mettendosi in discussione di fronte al suo mistero. Laico è ogni credente non superstizioso, capace, cioè, anzi desideroso, di discutere faccia a faccia con il proprio Dio”.Qui si può prelevare il pieghevole con il programma degli incontri.

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