
Michael Anthony Eardley Dummet si è spento ad Oxford il 27 dicembre scorso ed è stato un filosofo inglese tra i più importanti del ‘900. Il suo contributo ha spaziato dalla logica alla filosofia del linguaggio e della matematica, ma si è fortemente caratterizzato anche per un forte impegno civile: in modo particolare, sulla questione degli immigrati e dei rifugiati “predendo attivamente parte alla lotta politica”, come giustamente ricorda un post commemorativo della Società Italiana di Filosofia Analitica. In ricordo di questa figura straordinaria - e come scrissi il 30 ottobre del 2009 in occasione della morte di Claude Levi Strauss su questo blog, un altro grande che se ne è andato difficilmente rimpiazzabile nella nostra epoca - Roberta De Monticelli ha dedicato una nota nel suo profilo Facebook che sotto riporto interamente.
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Qualche anno fa, nel 2005, cercando una riedizione di “Socialismo liberale” di Carlo Rosselli pubblicato nel 1930, ne trovai una disponibile dell’editore Einaudi attraverso Italia Libri. Quella che ripropongo sotto, è la recensione del libro curata dalla “redazione virtuale” del sito web.
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Non è la prima volta che l’amico don Aldo Antonelli subisce attacchi frontali, da parte di chi, evidentemente non tollera voci libere, dentro la chiesa come nella società civile. Così, anche questa volta è sceso in campo con una dichiarazione riportata sulla cronaca locale abruzzese de Il Mesaggero, l’oscuro e insignificante burocrate di provincia, di quelli molto simili al “Cetto” di “Qualunquemente”, l’ultimo film di Antonio Albanese. D’accordo con Aldo, anticipo la sua replica che dovrebbe essere pubblicata domani, sia da Il Messaggero che da Il Centro nelle loro cronache locali. E, vista la rilevanza del tema, non certo di natura “regionale”, credo che possa essere utile a tutti gli amici che probabilmente non potranno leggere le pagine locali dei due quotidiani. Riporto sotto l’articolo apparso in data odierna su Il Messaggero e a seguire la risposta di don Aldo che mi auguro verrà pubblicata integralmente.
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Ha ragione Curzio Maltese in un’editoriale su La Repubblica di oggi, su quello che vorrebbe essere un coup de théatre in grado di risollevare le sorti dell’amministrazione capitolina. Ma il sindaco Alemanno che è stato per tre anni un Marziano a Roma, come giustamente scrive Maltese, ai suoi esordi non era animato nemmeno dallo spirito innovativo che alla sua apparizione in città aveva il Marziano di Flaiano…Altre volte mi è capitato su questo blog, ma in questo caso soprattutto, non posso non fare da “ponte” ad un’articolo altrui. Non fosse altro per la gaffe di cui si è ricoperto il sindaco immaginario nel brano tratto dal “Diario notturno”, riportato nella spalla destra di questa home page, che sembra ben poca cosa di fronte all’incompetenza che governa la “città eterna”. Di seguito riporto per intero l’articolo.
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Inserisco un articolo scritto all’indomani della sconfitta di Soru in Sardegna. Come è noto, dopo è seguita l’assemblea nazionale dle Partito Democratico che ha eletto come segretario Dario Franceschini…ma, al di là delle primarie se andavano fatte o meno, resta il problema di fondo che ho sollevato nell’articolo che segue: il ricambio delle classi dirigenti, i nuovi criteri da adottare. E non basterà far amergere il giovane di turno, magari perchè è apparso sulla copertina di Time come una promessa emergente: spesso, come ama ripetere un mio caro amico abruzzese, i “giovani” possono essere semplicemente repliche bonsai delle oligarchie che hanno dietro, perchè in quel contesto si sono formati.
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Ieri sera, parlando fino a notte fonda con alcuni amici su Skype, fra le altre cose abbiamo commentato in diretta i risultati che man mano pervenivano dallo spoglio della consultazione elettorale in Sardegna. Quando ho chiuso la comunicazione con loro, nonostante fosse molto tardi, il senso di sconforto non mi faceva dormire e così sono andato su una mailing list che abbiamo creato qualche anno fa con vecchi amici conosciuti nei primi anni ‘90 su Agorà Telematica, il mio primo provider.
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