Archivi per categoria: politica internazionale

Danilo Dolci nelle sue “Esperienze e riflessioni” del 1968 (ed. Laterza), a proposito della pace come modo diverso di esistere, scriveva tra l’altro che “la pace che amiamo e dobbiamo realizzare non è dunque tranquillità, quiete, assenza di sensibilità, evitare i conflitti necessari, assenza di impegno, paura del nuovo, ma capacità di rinnovarsi, costruire, lottare e vincere in modo nuovo: è salute, pienezza di vita (anche se nell’impegno ci si lascia la pelle), modo diverso di esistere. Dice il mio piccolo Amico: è il contrario della guerra”. Ad una prima lettura superficiale, potrebbe sembrare un principio assoluto da “anima bella”, ma non è affatto così. Soprattutto perchè proviene da un percorso reale, da chi ha vissuto (e pagato) in prima persona l’impegno costante per la pace praticando la non violenza. Ho cominciato ad incrociare i suoi scritti - e ascoltato anche di persona sue conferenze tenute a Roma - durante il periodo del liceo insieme a quelli di Don Milani, poi negl’anni successivi anche altri profeti di pace come Don Tonino Bello, Ernesto Balducci, solo per fare alcuni nomi, sono diventati per il sottoscritto insostituibili punti di riferimento ideale e culturale. Non in astratto però, erano nel concreto del mio impegno vissuto sia nel movimento ambientalista che pacifista.

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Sulla tragica vicenda libica, nel contesto nord africano, propongo un’analisi acuta sulla disinformazione dilagante nel nostro paese del caro amico Andrea Monti. Le riflessioni decisamente in controtendenza del “Marziano a Pescara”, sono presenti anche in altri post di questo blog,  su argomenti che intrecciano la sua peculiare competenza professionale alla passione civile perfino attraverso la partecipazione a fiction televisive. Un’impostazione, con le ovvie differenze, che sento molto affine alle “questioni a monte sul discorso pubblico, quelle di cui non parla più nessuno”, uno dei propositi principali espressi nel lessico civile.

Siamo tutti africanisti

Il modo in cui è trattata dai mezzi (anche nel senso “matematico” della parola) di informazione italiani la questione libica è la prova chiara di quanto il nostro governo (si’, ne abbiamo uno) e il nostro paese (si’ esiste ancora) vivano in un’altra dimensione.

Non sono un esperto di politica internazionale, nè tantomeno posso vantare conoscenze sull’universo africano. Però posso farmi legittimamente qualche domanda su quello che mi stanno dicendo televisioni e giornali.

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