
Che la vittoria netta, sia pure ancora parziale, di Giuliano Pisapia possa rappresentare un segno di svolta profonda per Milano e una possibile inversione di tendenza per il resto dell’Italia, mi sembra fuori discussione. E anche volendo solo restare nello specifico della città dove Pisapia si è candidato sindaco, ripensando alla “Milano da bere” del nepotismo craxiano, fino ai nostri tempi dell’Olgettina e della vistosa presenza della ‘ndrangheta negli appalti e nella pubblica amministrazione, questa affermazione assume un forte valore simbolico e sostanziale per la svolta decisa che mi auguro sarà in grado di incarnare. In barba ai suoi detrattori, che invece hanno preferito voltare lo sguardo e parlare strumentalmente di un “degrado”, a loro dire, dovuto ai “centri sociali”…vabbè, ad ognuno va riconosciuto anche il diritto alla più becera cecità!



