Set
1
Sul fine vita non si fiata
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Riporto il testo di un articolo tratto da Adista, rivista telematica mensile riportata anche nei link di questo blog. Si tratta, a mio avviso, di un fatto grave che rievoca altri tempi…come segno di una regressione complessiva che stiamo vivendo a tutto campo. L’argomento, la libertà di cura, in riferimento alla vicenda di Eluana Englaro, l’aveva affrontato in una lettera don Paolo Farinella - anche lui tra i firmatari dell’appello -, pubblicata nel post del 7 marzo 2009. Tra gli “ammoniti”, c’è anche l’amico sacerdote don Aldo Antonelli, di cui più volte ho fatto menzione sul blog.
Sul fine vita non si fiata. Il Vaticano censura preti e religiosi firmatari di un appello per la libertà di cura
Un’intimidazione con pochi precedenti quella appena avviata dal Vaticano contro 41 preti e religiosi che poco più di cinque mesi fa firmarono un appello “per la libertà sul fine-vita” promosso dalla rivista MicroMega dopo la morte di Eluana Englaro e durante la discussione al Senato del disegno di legge sul testamento biologico, poi approvato lo scorso 26 marzo.
Mar
7
Su Eluana Englaro
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L’amico sacerdote Aldo Antonelli, ci invia questa lettera scritta il 7 febbraio scorso da don Paolo Farinella sulla vicenda Eluana Englaro. Molto volentieri la inserisco qui, perchè è una voce decisamente “fuori dal coro” e ricca di spunti per riflettere da un’altra angolazione.
Eluana, cavallo di Troia dell’osceno potere
di don Paolo Farinella
Di Eluana Englaro, crocifissa sul calvario del suo letto, non importa niente ad alcuno. E’ diventata un vessillo da issare nella guerra ignobile per assicurarsi una supremazia (Vaticano e Cei) o per rafforzare il proprio potere (governo). Berlusconi non è mai intervenuto sulla vicenda, eppure se ne parla da mesi in termini forti, ma si è sempre tenuto alla larga perché i sondaggi erano dalla parte della famiglia Englaro. Poi la svolta sulla via vaticana di Damasco.
Il Vaticano ha parlato, anzi ha chiesto (imposto?) un intervento e lui celere come un treno ad alta velocità è partito per la tangente affrettandosi subito a dichiarare che non bisogna scontentare la «chiesa». Per questo obiettivo funzionale al rafforzamento del suo governo e per accreditarsi come unico interlocutore della gerarchia cattolica, non ha esitato ad andare contro i sondaggi. Egli, infatti, è consapevole di sapere manipolare l’opinione pubblica. Ancora più vigliaccamente, non ha esitato a scaricare la responsabilità politica e morale sul Presidente della Repubblica, cogliendo l’occasione per buttargli addosso fango e ridicolizzare il suo ruolo di garante della costituzione, additandolo al ludibrio delle genti. O si fa come vuole lui, o annulla la costituzione. Non c’è altro nome per definirlo: «Alienum a costitutione»
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