
Nelle ricerche più recenti sull’identità e sulle identità europee, delle singole nazioni come del continente intero, emerge un tratto costante: l’immagine di un continente senza confini rigidi, che è sempre stato sede di migrazioni, di interazioni, di ibridazioni, di contrasti, di conflitti tra popoli e stirpi differenti che della diversità di radici hanno fatto un elemento essenziale (anche se spesso problematico) per i suoi sviluppi culturali e politici. In nessun luogo, nella storia europea, vi è stata una “purezza” etnica e culturale assoluta e originaria. Questo dovrebbe essere il giusto contesto di idee dal quale far emergere una storia d’Europa e delle identità europee.
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Nell’ultima “Lettera” (la n. 141) che Ettore Masina come di consueto invia telematicamente a chi vuole riceverla, il tema affrontato è quello recente e drammatico degli immigrati “respinti” con navi della marina militare. Ma oltre a denunciare le gravi responsabilità politiche di questa scelleratezza ad opera del governo (con qualche “cedimento”, diciamo così, di alcuni esponenti dell’opposizione), Ettore mette a fuoco un vero e proprio “mutamento antropologico” in atto ormai da molto tempo. Non aggiungo altro e riporto per intero il testo della Lettera.
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Su Repubblica.it questi giorni è presente un video nel quale l’ex sottosegretario Borghezio, ripreso in un documentario realizzato da Canal Plus, tiene una “lezione” ai neo fascisti francesi, sulle strategie dell’estrema destra europea. Superfluo qualsiasi commento, lo riporto sotto tratto da You Tube.
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