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La banca dati nazionale del DNA, una falla nella legge istitutiva
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Il 13 luglio 2009, è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale la legge 30 giugno 2009, n. 85, istitutiva della banca dati nazionale del DNA. Il caro amico Andrea Monti, avvocato, studioso ed esperto in diritto delle telecomunicazioni, bioinformatica e DNA forense, ha scritto di recente un articolo per l’inserto Nova del Sole24ore, nel quale individua l’assenza di una precisa prescrizione legislativa, a proposito della “catena di custodia”: ossia la tracciabilità del campione genetico, dalla scena del crimine alla celebrazione del processo, che non è garantita dalla legge n.85/2009 . Con tutte le conseguenze in termini di falsificazione della “prova biologica”. La materia, fortemente specialistica, è però di sicuro interesse generale per i temi legati alla tutela della persona, e l’articolo di Andrea, in considerazione del linguaggio volutamente divulgativo, risulta di facile comprensione. In un altro post del mese di marzo - Il mistero di Gunther Wiesler -, si era sfiorato l’argomento con la storia fantastica sul furto di campioni di DNA ambientata nell’ex Germania dell’Est, proposta in una fiction della Rete televisiva Svizzera italiana, a cui aveva partecipato Andrea nella veste, guarda caso, di un avvocato
La conservazione del DNA
di Andrea Monti
“Authentication of forensic DNA samples” è un articolo pubblicato sull’ultimo numero di Forensic Science International: Genetics” da un gruppo di ricercatori israeliani. Gli autori dichiarano di avere trovato un metodo per creare dei campioni artificiali di DNA (e il sistema per distinguerli da quelli “originali”) e auspicano che la loro metodologia diventi un componente standard delle attività di investigazione per “mantenere l’alta credibilità della DNA evidence nel sistema giudiziario”.