Perchè il Marziano

di Mario Lusi

Ennio Flaiano, scrittore, sceneggiatore, critico cinematografico e teatrale, nonchè giornalista, figura davvero singolare nel panorama del ‘900 letterario italiano, c’è un motivo quasi “campanilistico” che negl’anni mi ha accostato a lui. Perchè Flaiano è si nato a Pescara, ma il suo nome si è poi indissolubilmente legato a Roma nel quartiere Montesacro, dove visse dal 1952 per circa vent’anni, lo stesso, dove io da sempre ho vissuto e continuo a vivere: in suo ricordo, la Compagnia teatrale Labit nel 2003 ha affisso una targa a via Montecristo. Ma al tempo stesso, Ennio Flaiano è stato il simbolo di quel ponte tra Roma e l’Abruzzo interno, che da sempre ha caratterizzato il mio duplice legame affettivo ai luoghi di due regioni.

Tuttavia, la vicinanza a questo scrittore, che oggi risulta ben più importante di quanto apparisse quando era in vita, deriva anche da un significato più specifico: in un lungo articolo pubblicato sulla rivista Il Mondo di Pannunzio nel 1957, Flaiano, che era capo redattore, descriveva la nascita del quartiere Talenti - limitrofo a Montesacro -, segno della frenetica crescita urbanistica, che lentamente divorava intere porzioni della campagna romana circostante. Solo un esempio eloquente, ma proprio dall’insieme di simili aspetti degenerativi di una città unica al mondo, ho mosso i miei primi passi dell’impegno civile. Infine, c’è un aspetto fondamentale e di carattere più generale che mi ha sempre colpito in Flaiano: l’essere stato un autore che, tra cinema, teatro, letteratura e giornalismo, non ha mai esitato a portare a galla i vizi e il malcostume dei compatrioti. Un osservatore attento dell’italiano medio e pure uno scrutatore dei meccanismi del potere, dei tic delle classi ricche e povere, delle nevrosi della piccola borghesia, un bacchettatore inflessibile dei difetti che nemmeno l’anticonformismo cronico gli impediva di riconoscere talora su di se.

La scelta di Un Marziano a Roma invece, trae spunto da Kunt, il personaggio extraterrestre narrato nel breve racconto di Flaiano del 1954, che atterrando a Villa Borghese nel cuore di Roma, porterà un vero terremoto innovativo, ma, come una raffica di vento, passata questa tutto ripiomberà nel conformismo piccolo borghese di una volta. Travolgendo e uniformando pure Kunt, che sogna di tornare dov’era prima, ma questo non sarà più possibile. Tutto ciò anticiperà lo sguardo su Roma descritto ne La dolce vita e il suo particolare gioco allo straniamento: proprio l’effetto estraniante che ho percepito come istruttivo sulle assurdità che dall’interno del sistema si è abituati a vivere come normali. Quella normalità asfissiante che istintivamente ho sempre rifiutato, pur avendo vissuto dentro la città e non ai suoi margini.

Se queste sono state e restano le ragioni fondanti del blog,  scaturite quindi da un’esigenza legata all’esperienza individuale di vita e di pensiero, ho sempre ritenuto costitutivo della propria esistenza il rapporto con l’altro. Ma non genericamente inteso, perchè quell’impegno civile all’inizio richiamato, per me ha significato soprattutto la possibilità concreta di superare la difficoltà legata ad una contrapposizione antica: quella per cui Io-Noi, sono destinati a rimanere inconciliabili. E invece, a cominciare dalla pratica coltivata per lungo tempo nelle ‘associazioni’, che “rendono l’uomo più forte e mettono in risalto le doti migliori delle singole persone, e danno la gioia che raramente s’ha restando per proprio conto” come scriveva Italo Calvino, integrata successivamente dalla costante presenza in Rete - per l’immagine positiva che di se può restituire e da ben prima che diventasse ’social’ -, il curatore di questo blog non ha mai rinunciato al fondamentale intreccio nel quale gli individui si modificano nel e attraverso il loro rapporto reciproco. Nell’incessante tessere e ritessere, dissolversi e ricostiuirsi dei rapporti che il singolo cresce, ed è questo stesso intreccio che egli contribuisce a formare. Proprio in questo contesto, dunque, che nascono le collaborazioni, antiche e nuove che fanno di questa minuscola esperienza editoriale anche un’impresa collettiva.


Bad Behavior has blocked 300 access attempts in the last 7 days.

Usiamo i cookie per assicurarti la migliore esperienza di navigazione nel nostro sito web.
Ok